"Mamma mia!". Poesia Bit
PREMESSA FILOLOGICA
E’ tipico dei testi della Bit Generation l’esser pensati più come happening che come parola scritta. E questo vale anche per il testo che segue, che è da leggersi a voce alta, tenendosi per mano durante un aperitivo o una GGD e *soprattutto sopra la musica per cui è stato pensato* [PER FARLA PARTIRE CLICCATE QUI].
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Mamma Mia!
Vola il feed vola
Libra l’ali leggero
E mi conduce alla parola
Di greggi di pacifici cazzoni
Che dalla colazione al té
Ciarlan di scarpe, tette, Veltroni,
cellulari, ricette e cialde di caffè.
C’è il figlio di papà, la mantenuta inquieta,
la markettara vorace, la milanese a dieta,
l’amico di tutte, l’alfiere del gay pride,
e poi c’è pure la terrona col suo digital divide.
Mamma mia! Ma che bella compagnia!
Si ride, si scherza e c’è tanta simpatia!
Mamma mia! Ma che divertimento!
Anche se col t9 è un po’ uno sbattimento.
C’è lo statale fancazzista, l’universitario a vita,
la stratega digitale per non dirsi segretaria,
lo spindoctor in pigiama, il guru troglodita,
e non mancan tette e figa della solita precaria.
Seduti al computèr o col cellulare in mano,
in auto in treno al cesso o sdraiati sul divano
Raccontan le quisquilie della loro vita quotidiana
Come fosser cosa rara, eccezionale o tanto strana.
Intanto il paese va a puttane, la società è in rovina,
ma dimmi tu piuttosto: che fine ha fatto Dandyna?
I poliziotti manganellano, si sfruttan gli immigrati?
Ok ok, ma gli scatti del barcamp dove cazzo li hai postati?
Mamma mia! C’è dolce poltrire in quest’arcadia digitale!
Larga banda e l’ombrello fra le chiappe fa poi mica così male.
Mamma mia! Ma che bello star sereni com’al pascolo le vacche!
All’orizzonte scintillano bagliori dai roghi di baracche.
